La città & la città - China Miéville
- Chiara
- 16 ott 2017
- Tempo di lettura: 2 min

Titolo: La città & la città
Autore: China Miéville
Editore: Fanucci
Anno di pubblicazione: 2011
Pag.: 361
RECENSIONE:
La vicenda ruota attorno a due città immaginarie, Beszél e Ul Qoma, che occupano la stessa area geografica ma sono ben distinte. Gli abitanti sono educati dalla nascita a non avere rapporti con l'altra città, anzi, pur condividendo ancune zone intersezionate, la regola da seguire è: ignorare l'altro! A Beszél viene ritrovato il cadavere di una donna e l'indagine viene affidata a Tyador Borlù. Inizialmente si pensa che l'omicidio abbia a che fare con un giro di prostituzione, ma un giorno arriva a Borlù una telefonata da parte di un abitante di Ul Qoma, che lo informa di conoscere la donna. Non era affatto una sprovveduta, ma stava conducendo delle ricerche su una terza città, Orciny, situata tra le due città, la cui esistenza era sempre stata considerata una sorta di credenza popolare. La scoperta dell'uccisione della donna ad Ul Qoma con successivo trascinamento a Beszèl, porterà l'ispettore Borlù a condurre l'indagine proprio nell'altra città, Ul Qoma, alla scoperta di dettagli del passato della sconosciuta. China Miéville ha creato due città ben definite e con regole precise in modo da permettere il quieto vivere. L'autore lascia ampio spazio alla descrizione delle due città distopiche, dilungandosi a volte anche troppo, ma permettendo così di figurarmi i luoghi in cui la vicenda si svolge. La lunga e minuziosa descrizione è andata un po' a discapito dei personaggi, di cui ci si fa un'idea approssimativa, ma probabilmente la priorità dell'autore era proprio riuscire a creare due città diverse dal nostro immaginario comune, ma molto simili alle nostre sotto molti punti di vista. La storia è molto originale e se la prima parte procede a rilento, colpa anche di uno stile narrativo non semplice ma piuttosto impegnato, la seconda risulta sicuramente più interessante, spinti dal voler sapere i dettagli dell'omicidio e del suo assassino. È il primo libro distopico che leggo, non avevo mai preso in considerazione il genere, ma devo dire che superate le prime pagine, sono entrata nel vivo della storia riuscendo a godendermi la lettura. È un libro sicuramente consigliato agli amanti del genere!
TRAMA:
Immaginate due città, separate e unite allo stesso tempo, in un punto indefinito dell'Europa. Figlie della catastrofe post-sovietica. Due città sovrapposte, che condividono lo stesso spazio, ognuna con le proprie strade, i propri palazzi, i propri cittadini, la propria storia, la propria identità. Un'anomalia spazio-temporale, un capriccio tecnologico, un errore nella creazione, una scissione a un certo punto della storia? Tutto questo, o forse no. Per un cittadino dell'una il più grave reato è quello di vedere un cittadino dell'altra: sono due mondi vicinissimi, eppure incomunicabili, e la punizione per chi trasgredisce è certa e impietosa. Così tutti sono abituati fin dalla nascita a non-vedere, a sfuggire ogni forma di contatto con gli altri che pure sono lì, sotto i loro occhi e a portata di mano. Viene scoperto un delitto, in una delle due città, e le indagini portano fino all'altra città, e poi oltre, in un'altra realtà che nessuna delle due sembra conoscere, e che forse le trascende entrambe.