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Il bambino - Sebastian Fitzek

  • Chiara
  • 7 giu 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

Titolo: Il bambino

Autore: Sebastian Fitzek

Editore: Elliot

Pag. 380

Anno di pubblicazione: 2012

TRAMA:

Robert Stern all'apparenza è un uomo felice. È un avvocato di successo, ha una villa lussuosa a Berlino e una vita di cui è l'unico padrone. Eppure tutto questo nasconde a malapena un tremendo segreto che riguarda il suo passato e continua a tormentarlo: la morte del suo unico figlio a pochi giorni dalla nascita. E adesso che Stern ha acconsentito a un insolito incontro notturno appena fuori città con un'infermiera, Carina, con la quale ha avuto una breve relazione, il suo passato si ripresenta inaspettato nelle vesti di un bambino di dieci anni, Simon Sachs, che ha bisogno del suo aiuto. Infatti il bambino, un malato terminale seguito dai servizi sociali, è convinto di essere stato un assassino nella sua precedente vita. Simon, in seguito a una seduta di regressione presso uno psichiatra, è perseguitato da terribili incubi che sembrano diventare reali e che sono collegati a sparizioni misteriose rimaste irrisolte. Quando Stern e Carina, guidati dal piccolo, scoprono dei resti umani nello scantinato di una fabbrica dismessa, capiscono però che non si tratta solo di una fantasia macabra originata da un serio disturbo psicologico...

RECENSIONE:

Stern, il protagonista del libro, è un avvocato difensore con un passato terribile: la morte di un figlio è impossibile da superare. L'equilibrio trovato da Stern dopo tanto tempo si interrompe il giorno in cui nella sua vita piomba un ragazzino di 10 anni, Simon, che sostiene di aver ucciso un uomo 15 anni prima, nella sua vita precedente. Incredulo, e minacciato da uno sconosciuto di scovare il vero assassino di quell'omicidio, Stern si cimenterà in una caccia all'uomo, affiancato da Carina, l'infermiera di Simon, e Borchert, un personaggio davvero singolare, lottando contro il tempo. Fino ad arrivare al finale a sorpresa, come solo Fitzek riesce a fare. Io adoro Fitzek e i suoi libri,ma devo ammettere che, nonostante mi sia piaciuto, Il bambino si posiziona un gradino sotto i suoi primi due thriller.

Uno stile letterario fluido, veloce, caratterizzato da capitoli molto corti che tengono col fiato sospeso. Gioca continuamente con il lettore per sviare i suoi sospetti, e con me ha giocato benissimo. I personaggi sono ben costruiti, con personalità ben distinte e sentimenti in cui ci si può immedesimare (la dolcezza di Simon è infinita), ed è ciò che preferisco, perché un buon libro deve riuscire a smuovere sentimenti ed emozioni, positive o negative che siano, per far sì che ci si appassioni e, soprattutto, per rimanere impresso nella nostra memoria. Il bambino ha un inizio inquietante, è ansiogeno nella parte centrale della narrazione, e un finale a cui si arriva in apnea (stesse percezione avute coi suoi due precedenti libri). Amanti di Fitzek e del genere psicothriller leggetelo, ma solo dopo aver letto i primi due libri di questo super autore.

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